Prezzo pompa di calore 2026: quanto costa davvero, per kW e per metri quadri

Prezzi pompa di calore 2026: quanto costa per kW e per metri quadri, cosa entra nel preventivo chiavi in mano e quanto si paga dopo gli incentivi.

Chi chiede un preventivo per una pompa di calore si trova quasi sempre davanti allo stesso enigma: due aziende serie, la stessa casa, e due numeri che differiscono di diecimila euro. Non è un errore di una delle due. È che la parola «prezzo», per un impianto di riscaldamento, può indicare quattro cose diverse — la macchina, la macchina installata, l'impianto completo, o l'impianto completo con i terminali rifatti. Questa guida mette in fila i prezzi 2026 e, soprattutto, spiega quale perimetro stai comprando.

Prezzi per potenza: dai 5 ai 12 kW

La potenza è il primo parametro del prezzo, e si misura in kilowatt termici. Sul mercato italiano 2026, per una pompa di calore aria-acqua, i preventivi raccolti dai portali di intermediazione fra utenti e installatori si collocano in questi ordini di grandezza, comprensivi di macchina, accessori idraulici e manodopera:

  • 5–6 kW (appartamento compatto, involucro in buono stato): dai 6.000 euro circa;
  • 8 kW (taglia più diffusa nel residenziale): fra 8.000 e 12.000 euro;
  • 12 kW e oltre (villette, case su due livelli): dai 12.000 euro in su.

Gli operatori che vendono il pacchetto completo — unità esterna, unità interna, bollitore per l'acqua calda sanitaria, opere idrauliche ed elettriche, pratiche incluse — pubblicano per il 2026 fasce più alte, indicativamente fra 16.000 e 23.000 euro per un sistema aria-acqua chiavi in mano. Non è una contraddizione con i numeri sopra: è la differenza fra sostituire un generatore e rifare un impianto.

Un avvertimento sul dimensionamento: la potenza non si sceglie a occhio né a metri quadri. Si ricava dal calcolo del carico termico dell'edificio, quello che il tecnico mette nella relazione tecnica prevista dalla legge 10/1991. Una macchina sovradimensionata costa di più all'acquisto e lavora peggio, perché si accende e si spegne di continuo invece di modulare.

Prezzo per metratura: 80, 100, 150 e 200 mq

La domanda più frequente in assoluto è quanto costa una pompa di calore per un appartamento di 100 mq. Le fasce di mercato 2026 per soluzioni chiavi in mano, IVA e installazione incluse, sono queste:

  • 80 mq: 5.000–8.000 euro;
  • 100 mq: 6.000–10.000 euro;
  • 150 mq: 9.000–14.000 euro;
  • 200 mq: 12.000–18.000 euro.

Vanno lette per quello che sono: fasce indicative su casi standard. La stessa metratura in una casa di classe G non isolata e in una casa con cappotto e infissi nuovi richiede macchine di taglia diversa, e la differenza di prezzo segue. È il motivo per cui conviene sapere da dove si parte: puoi stimare la classe energetica della tua casa prima ancora di chiamare un installatore, e presentarti al preventivo con un dato in mano.

Perché due preventivi differiscono di 10.000 euro

Ecco le voci che fanno la differenza, in ordine di peso sul totale:

  • I terminali. Se i termosifoni esistenti sono dimensionati per l'acqua a 70 °C, la pompa di calore renderà poco finché non si abbassa la temperatura di mandata. Sostituire alcuni radiatori con modelli più grandi o con ventilconvettori può aggiungere qualche migliaio di euro — o può non servire affatto, come spieghiamo nella scheda sulla pompa di calore con i termosifoni.
  • L'acqua calda sanitaria. Un bollitore integrato o separato è quasi sempre necessario quando si dismette la caldaia, ed è una voce a sé.
  • L'adeguamento elettrico. Passare da 3 a 6 kW di potenza impegnata comporta il cambio contatore e, spesso, un intervento sul quadro.
  • Le opere murarie e il posizionamento. Staffe, basamento, attraversamenti, distanza fra unità esterna e interna: su un balcone al quinto piano non costa come in un giardino.
  • Le pratiche. Progetto, relazione tecnica, dichiarazione di conformità, pratica per l'incentivo. Alcuni le includono, altri le espongono a parte.

Un preventivo che si ferma alla macchina e alla posa non è più conveniente: è semplicemente più corto. Il confronto ha senso solo a perimetro uguale.

Aria-acqua, aria-aria e geotermica: quanto cambia

La pompa di calore aria-acqua è la soluzione standard per sostituire una caldaia: produce acqua calda per l'impianto esistente e per l'uso sanitario, e i prezzi sono quelli visti sopra.

La pompa di calore aria-aria — in pratica un climatizzatore in pompa di calore, mono o multisplit — costa molto meno, tipicamente fra 1.500 e 5.000 euro installata a seconda del numero di unità interne. Riscalda l'aria ambiente, non produce acqua calda sanitaria e non usa i termosifoni: è una soluzione ottima per integrare o per case piccole e ben isolate, non un sostituto pieno dell'impianto centralizzato.

La geotermica è la più efficiente e la più stabile nel rendimento, perché scambia con il terreno invece che con l'aria esterna. Il costo delle sonde verticali o del collettore orizzontale la porta però su un ordine di grandezza superiore, e la rende praticabile soprattutto in nuova costruzione o in ristrutturazioni profonde con spazio esterno disponibile.

Quanto si paga davvero dopo gli incentivi

Il prezzo che conta è quello netto. Nel 2026 ci sono due strade, alternative fra loro sulla stessa spesa:

  • Detrazione fiscale: il 50% della spesa se l'intervento riguarda l'abitazione principale di chi detrae, il 36% sugli altri immobili, con tetto di 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in 10 quote annuali. Le aliquote sono state prorogate per il 2026 dall'articolo 1, comma 22 della legge 30 dicembre 2025, n. 199. L'ecobonus prevede inoltre, per la climatizzazione invernale con pompa di calore, un proprio massimale di spesa di 30.000 euro (articolo 1, comma 347, legge 296/2006).
  • Conto Termico 3.0: contributo in denaro erogato dal GSE, fino al 65% della spesa ammissibile per i privati. È stato introdotto dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025) ed è in vigore dal 25 dicembre 2025. Dettagli operativi nella guida al Conto Termico 3.0.

Su un impianto da 12.000 euro in abitazione principale, la detrazione al 50% vale 6.000 euro recuperati in dieci anni; il Conto Termico può valere di più e arrivare in tempi molto più brevi, ma passa da una procedura telematica con requisiti tecnici stringenti. In più, la sostituzione dell'impianto in manutenzione straordinaria beneficia dell'IVA agevolata al 10% prevista dal DPR 633/1972, applicata direttamente in fattura. Il quadro completo delle agevolazioni è nella guida al bonus caldaia 2026.

Pacchetti chiavi in mano e formule a canone

Accanto all'installatore locale sono arrivati in Italia operatori integrati — Aira ed Enpal fra i più visibili — che vendono la pompa di calore come pacchetto unico: sopralluogo, macchina, installazione, pratiche per l'incentivo e assistenza in un solo contratto, a prezzo fisso o con una formula a canone mensile.

Il vantaggio è la responsabilità unica: un solo interlocutore risponde del risultato. Le domande da fare prima di firmare sono tre: che cosa comprende esattamente il pacchetto (terminali e bollitore inclusi?), chi incassa l'incentivo — tu o l'operatore — e, se c'è un canone, quanto si paga in totale a fine contratto e di chi resta l'impianto. A perimetro uguale, un pacchetto chiavi in mano e la somma di più preventivi separati arrivano spesso a cifre vicine.

Quanto costa farla funzionare

Il prezzo d'acquisto è metà del ragionamento. Una pompa di calore aria-acqua con SCOP pari a 3,5 restituisce 3,5 kWh di calore per ogni kWh elettrico consumato: per sapere quanto ti costerà scaldare, dividi il fabbisogno termico annuo della casa per lo SCOP e moltiplica per il prezzo dell'energia elettrica della tua offerta — quello aggiornato trimestralmente da ARERA per il servizio di tutela è un buon riferimento di confronto.

Due leve spostano molto il risultato: far lavorare l'impianto a bassa temperatura di mandata, perché lo SCOP cresce al calare della temperatura richiesta, e abbinare un impianto fotovoltaico, che copre con energia autoprodotta una parte consistente del consumo elettrico della macchina.

Come confrontare i preventivi

Prima di scegliere, chiedi a ogni installatore le stesse cinque cose: la potenza in kW e il calcolo del carico termico da cui deriva; lo SCOP dichiarato alla temperatura di mandata effettiva del tuo impianto, non quella di targa; l'elenco puntuale delle voci incluse ed escluse; chi si occupa della pratica per l'incentivo; la durata della garanzia sulla macchina e sull'installazione. Con queste cinque risposte i preventivi diventano confrontabili, e la forbice da diecimila euro si spiega da sola.

Per il quadro d'insieme su consumi, resa e incentivi, la nostra guida generale è pompa di calore per la casa.

Ceisteanna coitianta

Quanto costa una pompa di calore per un appartamento di 100 mq?

Le fasce di mercato 2026 per una soluzione chiavi in mano, IVA e installazione incluse, vanno da 6.000 a 10.000 euro per 100 mq. Il prezzo dipende molto dallo stato dell'involucro: la stessa metratura in una casa non isolata richiede una macchina di taglia superiore rispetto a una casa con cappotto e infissi nuovi. La potenza va ricavata dal calcolo del carico termico, non dai metri quadri.

Perché i preventivi per la pompa di calore variano così tanto?

Perché cambia il perimetro. Un preventivo può comprendere solo macchina e posa, oppure includere bollitore per l'acqua calda sanitaria, sostituzione dei terminali, adeguamento elettrico con cambio contatore, opere murarie e pratiche per l'incentivo. Per confrontarli davvero occorre chiedere a tutti l'elenco puntuale delle voci incluse ed escluse.

Quanto costa una pompa di calore da 8 kW?

Fra 8.000 e 12.000 euro comprensivi di macchina, accessori idraulici e manodopera, secondo i preventivi di mercato 2026. È la taglia più diffusa nel residenziale italiano. I pacchetti chiavi in mano che includono bollitore, terminali e opere si collocano su fasce più alte, indicativamente fra 16.000 e 23.000 euro.

Quanto si paga dopo gli incentivi?

Nel 2026 la detrazione vale il 50% della spesa sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, con tetto di 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in 10 quote annuali (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 22). In alternativa il Conto Termico 3.0 (DM 7 agosto 2025) copre fino al 65% della spesa ammissibile per i privati ed è erogato in denaro dal GSE. Le due strade non si cumulano sulla stessa spesa.

Conviene di più una pompa di calore aria-aria?

Costa molto meno, tipicamente fra 1.500 e 5.000 euro installata secondo il numero di unità interne, ma riscalda l'aria ambiente, non produce acqua calda sanitaria e non usa i termosifoni. È un'ottima soluzione per case piccole e ben isolate o come integrazione, mentre per sostituire una caldaia servendo l'impianto esistente serve una aria-acqua.

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