# Direttiva case green (EPBD): cosa prevede e cosa cambia per la tua casa

> Direttiva case green (UE 2024/1275): obiettivi 2030 e 2035, edifici a emissioni zero, APE e cosa conviene fare oggi sulla propria abitazione.

## Direttiva case green (EPBD): cosa prevede e cosa cambia per la tua casa — scheda

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| Fonte | EnergyClass |
| URL canonico | https://energyclass.eu/it/blog/direttiva-case-green |
| Pubblicato | 2026-08-04 |
| Lingua | it |
| Argomento | direttiva case green |
| Lettura stimata | 4 min |
| Letto il | 2026-08-07 |

## Direttiva case green (EPBD): cosa prevede e cosa cambia per la tua casa — contenuto

La **direttiva case green** è il testo europeo che orienta i prossimi dieci anni dell'edilizia residenziale italiana. Attorno ad essa circolano molte semplificazioni, alcune sbagliate. Vale la pena leggerla per quello che dice davvero: un percorso di miglioramento del **patrimonio edilizio nazionale**, accompagnato da incentivi, che nella pratica premia chi si muove per tempo.

### Che cos'è la direttiva case green

Il nome tecnico è **Direttiva (UE) 2024/1275** sulla prestazione energetica nell'edilizia, nota come **EPBD IV** perché è la quarta revisione della *Energy Performance of Buildings Directive*. È stata approvata dal Parlamento europeo il **12 marzo 2024** ed è entrata in vigore il **28 maggio 2024**; il termine per il recepimento negli ordinamenti nazionali è il **29 maggio 2026**.

L'obiettivo finale dichiarato dal testo è un **parco edilizio a emissioni zero entro il 2050**. Il percorso per arrivarci passa da obiettivi intermedi che gli Stati membri devono raggiungere sul totale degli edifici, non sul singolo immobile.

È il punto più frainteso della materia, e conviene chiarirlo subito.

### Gli obiettivi al 2030 e al 2035 — direttiva case green

Per il **residenziale**, l'articolo 9 della direttiva chiede a ciascuno Stato membro di ridurre il **consumo medio di energia primaria dell'intero parco abitativo**, prendendo come riferimento il 2020:

- **almeno −16% entro il 2030**;

- **tra −20% e −22% entro il 2035**.

La direttiva aggiunge un criterio di equità: **almeno il 55% della riduzione** deve provenire dalla riqualificazione del **43% di edifici residenziali con le prestazioni peggiori**. L'obiettivo, cioè, va raggiunto lavorando sugli immobili che consumano di più, non sommando piccoli miglioramenti su edifici già efficienti.

Per il **non residenziale** il meccanismo è diverso e opera per soglie: entro il **2030** tutti gli edifici devono superare la soglia corrispondente al 16% peggiore del parco, e entro il **2033** quella corrispondente al 26% peggiore.

**Il punto essenziale:** la direttiva non impone al singolo proprietario di portare la propria casa a una determinata classe entro una data. Gli obiettivi sono nazionali e aggregati; sono gli Stati membri a decidere, con il piano nazionale di ristrutturazione, quali strumenti — incentivi, requisiti in caso di vendita o ristrutturazione, standard minimi — usare per raggiungerli.

### I nuovi edifici a emissioni zero — direttiva case green

Sulle **nuove costruzioni** la direttiva è invece precisa e prescrittiva. Lo standard *Zero Emission Building* diventa obbligatorio:

- dal **1° gennaio 2028** per i nuovi edifici di proprietà di enti pubblici;

- dal **1° gennaio 2030** per tutti gli altri nuovi edifici.

Un edificio a emissioni zero ha fabbisogno energetico molto basso, coperto da fonti rinnovabili prodotte in loco, da una comunità energetica o da teleriscaldamento efficiente, e non produce emissioni in sito da combustibili fossili.

La direttiva introduce anche il calcolo del **potenziale di riscaldamento globale (GWP)** sul ciclo di vita: dal **1° gennaio 2028** per i nuovi edifici con superficie superiore a 1.000 m², dal **1° gennaio 2030** per tutti i nuovi edifici. E prevede l'obbligo di **installazione di impianti solari** su edifici pubblici e non residenziali con superficie superiore a 250 m², con prima scadenza al **31 dicembre 2026**.

### Che cosa cambia per le caldaie — direttiva case green

Sul riscaldamento la direttiva agisce soprattutto sulla leva economica. Dal **1° gennaio 2025** non sono più previsti **incentivi pubblici per le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili**. Restano sostenibili gli impianti ibridi — pompa di calore abbinata a caldaia — e naturalmente le tecnologie rinnovabili.

Non c'è alcun divieto immediato di usare la caldaia che si ha in casa, né obbligo di sostituirla. C'è però un orizzonte: il testo indica il **2040** come traguardo per l'eliminazione progressiva dei generatori a combustibili fossili nel riscaldamento.

Per chi deve decidere oggi la sostituzione, questo sposta il calcolo di convenienza a favore delle soluzioni elettriche o ibride. I due confronti utili sono la guida alla [pompa di calore per la casa](https://energyclass.eu/it/blog/pompa-di-calore-costi-incentivi) e quella sulla [sostituzione della caldaia](https://energyclass.eu/it/blog/sostituzione-caldaia-costi-incentivi), mentre il [Conto Termico 3.0](https://energyclass.eu/it/blog/conto-termico-3-0) è il canale di finanziamento più diretto per il passaggio.

### APE e classi energetiche — direttiva case green

La direttiva chiede agli Stati membri di **armonizzare gli attestati di prestazione energetica** su una scala comune A–G, dove la classe A corrisponde agli edifici a emissioni zero e la classe G al 15% peggiore del parco nazionale. Gli APE dovranno inoltre riportare più informazioni: emissioni, fabbisogno, raccomandazioni di intervento.

Per l'Italia significa una revisione della classificazione attuale, oggi articolata da A4 a G. Chi vuole capire come funziona il sistema in vigore e come si legge il proprio attestato trova tutto nella guida sulla [classe energetica](https://energyclass.eu/it/blog/classe-energetica-cosa-significa), nella [tabella delle classi energetiche](https://energyclass.eu/it/blog/classe-energetica-casa-tabella) e nell'articolo sull'[APE](https://energyclass.eu/it/blog/ape-casa-guida).

Un effetto già visibile riguarda il mercato immobiliare: la classe energetica è un dato obbligatorio in ogni annuncio di vendita e locazione, e pesa sempre di più sul prezzo trattato.

### A che punto è l'Italia — direttiva case green

Il termine di recepimento della direttiva è il **29 maggio 2026**. L'Italia non ha ancora adottato il provvedimento di recepimento: la **Legge di delegazione europea 2025**, approvata dal Consiglio dei ministri il 22 luglio 2025 con procedura d'urgenza, non include la Direttiva (UE) 2024/1275 fra quelle delegate al Governo.

L'assenza ha suscitato prese di posizione da parte di associazioni di categoria e ambientaliste, fra cui ANCE, Legambiente, Kyoto Club, WWF, Greenpeace e la Federazione ANIE, che chiedono tempi certi anche per dare stabilità al quadro degli incentivi.

Per il proprietario di casa la conseguenza pratica è semplice: **le regole operative arriveranno con la norma nazionale di recepimento**, ed è quella da seguire per capire quali strumenti — detrazioni, contributi, requisiti — accompagneranno il percorso.

### Cosa conviene fare oggi — direttiva case green

La direzione è chiara e non cambierà: consumi più bassi, riscaldamento elettrico o rinnovabile, edifici che producono parte della propria energia. Muoversi ora significa scegliere con calma e con gli incentivi ancora disponibili.

La sequenza che funziona nella maggior parte delle abitazioni:

- **Partire dai dati.** Un APE aggiornato o una [diagnosi energetica](https://energyclass.eu/it/blog/diagnosi-energetica-edificio) dicono dove si perde davvero energia, evitando interventi decisi a intuito.

- **Lavorare sull'involucro.** È la parte che riduce il fabbisogno alla radice e rende efficaci tutti gli interventi successivi: [cappotto termico](https://energyclass.eu/it/blog/cappotto-termico-costo-2026) e [sostituzione degli infissi](https://energyclass.eu/it/blog/bonus-infissi-2026).

- **Rinnovare il generatore.** Con un involucro migliorato, la pompa di calore lavora a temperature basse e con rendimenti alti.

- **Produrre energia.** Il [fotovoltaico](https://energyclass.eu/it/blog/fotovoltaico-casa-guida), da solo o in [comunità energetica](https://energyclass.eu/it/blog/comunita-energetica-come-funziona), chiude il cerchio e alimenta la pompa di calore.

È lo stesso percorso descritto nella nostra guida all'[efficientamento energetico](https://energyclass.eu/it/blog/efficientamento-energetico-casa): ogni tappa migliora la classe energetica dell'immobile e, insieme, il suo valore di mercato. La direttiva case green non fa altro che rendere quel percorso la strada principale.

## Direttiva case green (EPBD): cosa prevede e cosa cambia per la tua casa — domande frequenti

### La direttiva case green obbliga a portare la mia casa in classe E o D?

No. Per il residenziale la Direttiva (UE) 2024/1275 fissa obiettivi sul parco edilizio nazionale nel suo insieme — almeno −16% di consumo medio di energia primaria entro il 2030 e tra −20% e −22% entro il 2035 rispetto al 2020 — e non requisiti di classe sul singolo immobile. Gli strumenti concreti li definirà la norma italiana di recepimento.

### Da quando i nuovi edifici devono essere a emissioni zero?

Dal 1° gennaio 2028 per i nuovi edifici di proprietà di enti pubblici e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri nuovi edifici. Lo standard richiede fabbisogno molto basso, copertura da fonti rinnovabili e assenza di emissioni in sito da combustibili fossili.

### Devo sostituire la caldaia a gas?

Non c'è alcun obbligo immediato di sostituzione. Dal 1° gennaio 2025 sono però venuti meno gli incentivi pubblici per le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, mentre gli impianti ibridi restano sostenibili; la direttiva indica il 2040 come orizzonte per la progressiva uscita dai generatori fossili.

### L'Italia ha recepito la direttiva?

Non ancora. Il termine di recepimento è il 29 maggio 2026 e la Legge di delegazione europea 2025, approvata dal Consiglio dei ministri il 22 luglio 2025, non include la Direttiva (UE) 2024/1275. Le regole operative per i proprietari arriveranno con il provvedimento nazionale.

### Cambieranno le classi energetiche degli APE?

Sì. La direttiva chiede agli Stati membri di armonizzare gli attestati su una scala A–G comune, con la classe A riferita agli edifici a emissioni zero e la classe G al 15% peggiore del parco nazionale, e con più informazioni su emissioni e interventi raccomandati.


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