Conto Termico 3.0: come funziona, quanto vale e come fare domanda

Conto Termico 3.0: contributo GSE fino al 65% per pompa di calore, solare termico e biomassa. Requisiti, massimali e come fare domanda nel 2026.

Il Conto Termico 3.0 è il canale più diretto per finanziare il riscaldamento rinnovabile di casa: non è una detrazione da recuperare in dieci anni, ma un contributo in conto capitale erogato dal GSE, che arriva sul conto corrente dopo la fine dei lavori. Per chi sta valutando una pompa di calore, un solare termico o uno scaldacqua efficiente, è spesso l'opzione che restituisce i soldi più in fretta.

Che cos'è il Conto Termico 3.0

Il meccanismo è stato riscritto dal Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025 ed entrato in vigore il 25 dicembre 2025. Sostituisce il Conto Termico 2.0 (DM 16 febbraio 2016), che aveva regolato la misura per quasi dieci anni.

La differenza sostanziale rispetto ai bonus fiscali sta nella forma dell'aiuto: il GSE eroga un contributo diretto, quindi il beneficio è utilizzabile anche da chi ha una capienza fiscale ridotta — pensionati, titolari di redditi bassi, soggetti senza IRPEF sufficiente per assorbire una detrazione decennale.

La dotazione fissata dal decreto è di 900 milioni di euro l'anno: 500 milioni destinati ai soggetti privati (di cui 150 milioni riservati a imprese ed enti del terzo settore) e 400 milioni alle pubbliche amministrazioni.

Chi può accedere

Il Conto Termico 3.0 amplia in modo netto la platea rispetto alla versione precedente. Possono presentare domanda:

  • Persone fisiche e condomini, per la propria abitazione;
  • Imprese, incluse quelle del settore agricolo;
  • Enti del terzo settore e cooperative sociali o di abitanti;
  • Comunità energetiche rinnovabili (CER) e configurazioni di autoconsumo;
  • Pubbliche amministrazioni e società in house.

L'ingresso di imprese e CER è la novità più significativa del decreto: chi partecipa a una comunità energetica può ora abbinare il contributo sul generatore di calore agli incentivi sull'energia condivisa.

Quali interventi sono incentivati

Il decreto copre due grandi famiglie di interventi.

Produzione di energia termica da fonti rinnovabili. È il cuore della misura e la parte più interessante per un'abitazione:

  • Pompe di calore aria-aria, aria-acqua e geotermiche, in sostituzione dell'impianto esistente;
  • Sistemi ibridi pompa di calore + caldaia a condensazione;
  • Impianti solari termici per acqua calda sanitaria e riscaldamento;
  • Scaldacqua a pompa di calore in sostituzione di boiler elettrici o a gas;
  • Generatori a biomassa con certificazione ambientale a 4 o 5 stelle;
  • Allacciamento a reti di teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione.

Efficienza energetica dell'involucro e degli impianti. Isolamento termico, sostituzione degli infissi, schermature solari, illuminazione a LED, building automation, punti di ricarica per veicoli elettrici e fotovoltaico con accumulo se abbinato a una pompa di calore.

Se stai ancora scegliendo la tecnologia, i due confronti utili sono la nostra guida alla pompa di calore per la casa e quella sulla caldaia a condensazione.

Quanto vale il contributo

Per i soggetti privati il decreto prevede una copertura fino al 65% delle spese ammissibili, con massimali unitari differenziati per tecnologia, potenza installata e superficie captante — sono i valori riportati negli allegati del DM 7 agosto 2025, che il GSE traduce in un calcolo automatico al momento della domanda.

Le pubbliche amministrazioni arrivano fino al 65% in via ordinaria e fino al 100% della spesa in tre casi individuati dal decreto: edifici scolastici, strutture ospedaliere pubbliche e interventi realizzati da comuni con meno di 15.000 abitanti.

Sui tempi di erogazione il nuovo decreto migliora sensibilmente le condizioni: il contributo viene liquidato in un'unica rata quando l'importo non supera 15.000 euro, soglia molto più alta di quella del Conto Termico 2.0. Sopra i 15.000 euro si passa a rate annuali costanti distribuite su un periodo compreso fra 2 e 5 anni.

Per una sostituzione domestica tipica — caldaia a gas sostituita da pompa di calore aria-acqua — l'importo del contributo rientra quasi sempre sotto la soglia, quindi il rimborso arriva in un colpo solo.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta al GSE attraverso il Portaltermico, il portale dedicato, che per il Conto Termico 3.0 è operativo dal 2 febbraio 2026. Il percorso è lineare:

  1. Verifica dei requisiti tecnici del generatore prima dell'acquisto: il decreto ammette solo apparecchi con prestazioni minime certificate.
  2. Esecuzione dei lavori con fatture e bonifici tracciabili intestati al soggetto che presenterà domanda.
  3. Invio della richiesta entro 90 giorni dalla data di conclusione dell'intervento: è il termine perentorio previsto dal decreto, e superarlo fa decadere il diritto al contributo.
  4. Caricamento della documentazione: schede tecniche, asseverazione quando richiesta, certificato di corretta installazione, dichiarazione di conformità.
  5. Stipula del contratto con il GSE e accredito del contributo.

La regola dei 90 giorni è il punto su cui si perde più spesso l'incentivo. Vale la pena fissare la data in agenda già quando si firma il preventivo.

Conto Termico o detrazione fiscale?

Il decreto è esplicito: gli incentivi sono riconosciuti esclusivamente agli interventi per i quali non siano concessi altri incentivi statali. Non si sommano quindi Conto Termico ed Ecobonus sullo stesso intervento — occorre scegliere. Per le pubbliche amministrazioni è ammesso il cumulo con altri finanziamenti pubblici fino a un massimo del 100% della spesa complessiva.

Come orientarsi:

  • Conto Termico quando conta la velocità del ritorno e quando la capienza fiscale è limitata: il contributo arriva entro pochi mesi dalla fine lavori, in contanti.
  • Detrazione fiscale quando l'intervento è ampio e riguarda anche voci non coperte dal Conto Termico, o quando l'aliquota fiscale disponibile risulta più alta del contributo calcolato dal GSE.

Il modo corretto di decidere è farsi fare entrambi i conti dall'installatore prima di firmare: il GSE mette a disposizione un simulatore che restituisce l'importo esatto in base a potenza e zona climatica.

Da dove iniziare

Prima di scegliere il generatore, conviene sapere da quale punto si parte. Una diagnosi energetica — o anche solo la lettura dell'APE esistente — dice se l'involucro è pronto per una pompa di calore o se conviene intervenire prima sull'isolamento: una pompa di calore rende molto di più in un edificio che disperde poco.

Il percorso più solido, per la maggior parte delle abitazioni, è quello descritto nella nostra guida all'efficientamento energetico: prima l'involucro, poi il generatore, infine la produzione elettrica. Il Conto Termico 3.0 può accompagnare tutte e tre le tappe.

Pogosta vprašanja

Il Conto Termico 3.0 è cumulabile con l'Ecobonus?

No, non sullo stesso intervento. Il DM 7 agosto 2025 stabilisce che gli incentivi sono riconosciuti esclusivamente agli interventi per cui non siano concessi altri incentivi statali. Le pubbliche amministrazioni fanno eccezione: possono cumulare con altri finanziamenti pubblici fino al 100% della spesa complessiva.

Quanto tempo passa prima di ricevere i soldi?

Il contributo viene erogato in un'unica rata quando l'importo non supera i 15.000 euro, dopo la stipula del contratto con il GSE. Sopra tale soglia viene ripartito in rate annuali costanti su un periodo da 2 a 5 anni, come previsto dal decreto.

Entro quando va presentata la domanda al GSE?

Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, tramite il Portaltermico del GSE, attivo per il Conto Termico 3.0 dal 2 febbraio 2026. È un termine perentorio: oltre quella data l'accesso all'incentivo decade.

Possono accedervi anche le imprese e le comunità energetiche?

Sì. Il Conto Termico 3.0 amplia la platea rispetto alla versione precedente e include imprese, enti del terzo settore, cooperative e comunità energetiche rinnovabili. Sui 500 milioni annui destinati ai privati, 150 milioni sono riservati a imprese ed enti del terzo settore.

Serve la capienza fiscale per usare il Conto Termico?

No. A differenza delle detrazioni, il Conto Termico è un contributo in conto capitale erogato direttamente dal GSE. Per questo è particolarmente adatto a chi ha una capienza IRPEF ridotta e non riuscirebbe ad assorbire una detrazione distribuita su dieci anni.

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