Termostato per caldaia: quale scegliere, come regolarlo e quanto si risparmia

Termostato per caldaia: differenze tra termostato, cronotermostato e modulante, come si regola secondo il DPR 74/2013 e quanto si risparmia davvero.

Il termostato è il dispositivo che decide quando la caldaia accende e quando si ferma. Sembra un dettaglio, ed è invece il punto in cui si gioca gran parte della bolletta del gas: la caldaia più efficiente del mercato, comandata da un termostato che la fa partire e fermare in continuazione, lavora peggio di un apparecchio modesto ben regolato.

Vediamo che tipi di termostato esistono, dove si installa, come si imposta rispettando i limiti di legge e quanto si recupera davvero in consumi.

Come lavora il termostato insieme alla caldaia

Il termostato d'ambiente misura la temperatura della stanza in cui si trova e la confronta con quella impostata. Quando la temperatura misurata scende sotto il valore richiesto chiude il contatto e dà il consenso alla caldaia; quando lo supera, lo apre e la caldaia si ferma.

Un dato importante da conoscere è il differenziale termico, cioè lo scarto tra la temperatura di accensione e quella di spegnimento, in genere regolabile tra 0,2 e 0,5 °C. Un differenziale troppo stretto fa partire e fermare la caldaia di continuo, con perdite a ogni accensione; uno troppo largo fa oscillare la temperatura percepita. È uno dei parametri che vale la pena controllare quando il comfort non convince.

Il termostato d'ambiente non va confuso con il termostato della caldaia, cioè la manopola o il display sull'apparecchio che imposta la temperatura dell'acqua di mandata: quella regola quanto è calda l'acqua che va ai radiatori, non quanto è calda la stanza. Le due regolazioni lavorano insieme e vanno impostate in modo coerente.

I tipi di termostato per caldaia

Termostato on/off. È il modello base: un solo valore di temperatura, acceso o spento. Costa poco, si installa in mezz'ora, ma tratta la caldaia come un interruttore e non distingue il mattino dalla notte.

Cronotermostato. Aggiunge la programmazione oraria: fasce diverse per ogni giorno della settimana, con temperature distinte fra comfort ed economia. È il passo che porta il beneficio maggiore rispetto al termostato semplice, perché elimina le ore in cui si riscalda una casa vuota.

Termostato modulante. Comunica con la caldaia tramite un protocollo dedicato, in genere OpenTherm, e non si limita ad accendere e spegnere: le dice a quale potenza lavorare e con quale temperatura di mandata. La caldaia resta accesa più a lungo a fiamma bassa invece di fare cicli brevi a piena potenza. È la configurazione che sfrutta al meglio una caldaia a condensazione, che raggiunge il suo rendimento massimo proprio quando l'acqua di ritorno è fredda abbastanza da far condensare i fumi.

Termostato smart (con connessione Wi-Fi). Aggiunge il controllo da app, il rilevamento di presenza, l'apprendimento delle abitudini e la compensazione climatica con i dati meteo. I modelli migliori sono anche modulanti: prima di acquistarne uno vale la pena verificare che la propria caldaia supporti OpenTherm, altrimenti lo smart si limita a un on/off telecomandato.

Wireless o a filo. I modelli radio si installano senza opere murarie e si spostano di stanza; quelli a filo non hanno batterie da sostituire e non dipendono dal collegamento radio. Sul piano delle prestazioni non c'è differenza.

Le classi di termoregolazione

Esiste una classificazione ufficiale dei sistemi di regolazione, richiamata dalla Comunicazione della Commissione europea 2014/C 207/02 in attuazione del regolamento delegato (UE) 811/2013 sull'etichettatura energetica degli apparecchi di riscaldamento. Le classi indicano quanto il dispositivo contribuisce all'efficienza stagionale dell'impianto:

  • classe I–IV — termostati on/off e cronotermostati semplici;
  • classe V — termostato d'ambiente modulante, che varia la temperatura dell'acqua di mandata in funzione della temperatura ambiente;
  • classe VI — regolazione con sonda esterna (curva climatica) più sonda ambiente;
  • classe VIII — controllo multizona con più sonde ambiente modulanti.

Le classi V, VI e VIII sono quelle che le detrazioni per l'efficienza energetica riconoscono come termoregolazione evoluta: se stai valutando la sostituzione della caldaia o del generatore, è la voce da chiedere esplicitamente in preventivo.

Termostato e valvole termostatiche: chi fa cosa

Il termostato comanda la caldaia, le valvole termostatiche regolano il singolo radiatore. Sono complementari, non alternativi: senza termostato le valvole chiudono i radiatori ma la caldaia continua a lavorare inutilmente; senza valvole il termostato regola tutta la casa sulla temperatura di una sola stanza.

Negli impianti centralizzati le valvole di termoregolazione, insieme ai sistemi di contabilizzazione del calore, sono un obbligo introdotto dal D.Lgs. 102/2014 in attuazione della direttiva europea sull'efficienza energetica.

Un accorgimento pratico: nella stanza dove si trova il termostato d'ambiente, la valvola del radiatore va lasciata completamente aperta. Se la si chiude, il termostato legge una stanza fredda e tiene la caldaia accesa per tutta la casa.

Dove installarlo

La posizione conta quanto il modello. Il termostato va montato nel locale più vissuto, tipicamente il soggiorno, a un'altezza di circa 1,5 metri da terra, su una parete interna.

Da evitare: la parete sopra o accanto a un radiatore, la vicinanza a porte e finestre, l'esposizione diretta al sole, la prossimità a televisore, lampade o elettrodomestici che scaldano, e le nicchie o le zone dietro un mobile dove l'aria ristagna. Ogni fonte di calore vicino al sensore fa credere al termostato che la casa sia calda e spegne la caldaia troppo presto: è la causa più frequente di stanze fredde con la caldaia apparentemente a posto.

Come regolarlo: le temperature

Il riferimento normativo è il DPR 74/2013, che fissa per gli edifici residenziali una media ponderata delle temperature dell'aria di 20 °C con 2 °C di tolleranza, quindi fino a 22 °C. Lo stesso decreto stabilisce i periodi e le ore di accensione per zona climatica:

Zona climaticaPeriodo di accensioneOre al giorno
A1 dicembre – 15 marzo6
B1 dicembre – 31 marzo8
C15 novembre – 31 marzo10
D1 novembre – 15 aprile12
E15 ottobre – 15 aprile14
Fnessuna limitazionenessuna limitazione

I Comuni possono ampliare i periodi con ordinanza in caso di condizioni climatiche particolari. Sul valore da impostare, l'ENEA indica nel proprio decalogo sul riscaldamento che 19 °C sono sufficienti a garantire il comfort necessario e che ogni grado in meno vale un risparmio del 5–10% sui consumi di combustibile. Sul tema c'è un approfondimento dedicato alla temperatura ideale in casa.

Per la temperatura dell'acqua di mandata impostata sulla caldaia, con i radiatori tradizionali si lavora bene tra 55 e 65 °C; con una caldaia a condensazione conviene tenerla il più bassa possibile compatibilmente con il comfort, perché è a mandate contenute che il recupero del calore latente dei fumi funziona. Con un impianto a pavimento si scende molto più giù, tipicamente tra 30 e 40 °C.

Come programmare le fasce orarie

Il criterio è semplice: due temperature, non una. Una di comfort per le ore in cui la casa è abitata e una di attenuazione, in genere 3–4 °C più bassa, per la notte e per le ore di assenza.

Una programmazione tipo per una famiglia che esce al mattino può essere: comfort dalle 6:30 alle 8:30, attenuazione fino alle 16:30, comfort fino alle 22:30, attenuazione per la notte. Il cronotermostato va impostato perché la fascia comfort inizi circa un'ora prima del momento in cui serve, così l'impianto arriva a regime quando la stanza si usa; i modelli con avviamento ottimizzato calcolano da soli questo anticipo.

Per le assenze brevi conviene abbassare, non spegnere: riportare a temperatura una casa completamente raffreddata costa più di quanto si è risparmiato tenendola tiepida. Per le assenze lunghe, invece, la funzione antigelo intorno ai 7 °C è la scelta giusta.

Quanto si risparmia e quali detrazioni spettano

Il guadagno arriva da tre leve che si sommano: eliminare le ore di riscaldamento inutili con la programmazione, tenere una temperatura di riferimento più bassa (5–10% di consumi in meno per ogni grado secondo ENEA) e far lavorare la caldaia in modulazione invece che a cicli on/off.

Sul piano fiscale, l'installazione di sistemi di termoregolazione e di building automation rientra tra gli interventi agevolati. Nel 2026 le detrazioni per il recupero edilizio e per l'efficienza energetica valgono il 50% se l'immobile è adibito ad abitazione principale e il 36% negli altri casi, secondo la Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), in dieci quote annuali. Il quadro completo degli adempimenti, bonifico parlante e comunicazione ENEA compresi, è nella guida all'ecobonus 2026 e in quella al bonus ristrutturazione 2026.

Un termostato ben scelto è l'intervento con il rapporto costo-beneficio più immediato sul riscaldamento. Quando si punta a un salto strutturale dei consumi, però, il passo successivo è agire sull'involucro e sul generatore: le priorità, in ordine di resa, sono nella guida all'efficientamento energetico della casa.

Vanliga frågor

A quanti gradi si imposta il termostato della caldaia?

Per la temperatura ambiente il DPR 74/2013 fissa per gli edifici residenziali una media di 20 °C con 2 °C di tolleranza, quindi fino a 22 °C. L'ENEA indica nel proprio decalogo sul riscaldamento che 19 °C bastano a garantire il comfort necessario. La temperatura dell'acqua di mandata impostata sulla caldaia è un'altra cosa: 55–65 °C con i radiatori tradizionali, 30–40 °C con il riscaldamento a pavimento.

Qual è la differenza tra termostato e cronotermostato?

Il termostato gestisce un solo valore di temperatura e comanda la caldaia in acceso/spento. Il cronotermostato aggiunge la programmazione oraria e settimanale, con temperature diverse per le ore in cui la casa è abitata e per quelle in cui è vuota: è il passaggio che elimina le ore di riscaldamento inutili.

Cos'è un termostato modulante e quando conviene?

È un termostato che dialoga con la caldaia tramite un protocollo dedicato, tipicamente OpenTherm, e ne regola la potenza e la temperatura di mandata invece di limitarsi ad accenderla e spegnerla. Conviene soprattutto con una caldaia a condensazione, che rende al massimo quando lavora a lungo con acqua di ritorno a bassa temperatura. Prima dell'acquisto va verificato che la caldaia supporti OpenTherm.

Dove va installato il termostato d'ambiente?

Nel locale più vissuto, di solito il soggiorno, a circa 1,5 metri da terra e su una parete interna. Vanno evitate la vicinanza a radiatori, porte, finestre, luce solare diretta ed elettrodomestici che scaldano: qualsiasi fonte di calore vicino al sensore fa spegnere la caldaia troppo presto e lascia fredde le altre stanze.

Termostato o valvole termostatiche: cosa serve?

Servono entrambi, perché fanno lavori diversi. Il termostato comanda la caldaia, le valvole termostatiche regolano il singolo radiatore. Negli impianti centralizzati la termoregolazione con contabilizzazione del calore è un obbligo previsto dal D.Lgs. 102/2014. Nella stanza dove si trova il termostato, la valvola del radiatore va lasciata tutta aperta.

Conviene spegnere il riscaldamento quando si esce di casa?

Per le assenze brevi conviene abbassare la temperatura di 3–4 °C con la fascia di attenuazione, non spegnere: riportare a temperatura una casa completamente raffreddata consuma più di quanto si è risparmiato. Per le assenze lunghe si usa la funzione antigelo, intorno ai 7 °C.

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