Bonus caldaia 2026: cosa è detraibile, cosa no e quanto vale

Bonus caldaia 2026: la caldaia a gas da sola non è più detraibile, ma ibrido, pompa di calore e biomassa sì. Aliquote, massimali e come ottenerlo.

Chi cerca il bonus caldaia 2026 di solito ha in mente una cosa sola: sostituire un generatore vecchio e portarne in detrazione una parte. La buona notizia è che l'agevolazione esiste, vale fino al 50% della spesa e si somma a un incentivo a fondo perduto. La regola da conoscere prima di firmare un preventivo è un'altra: conta con che cosa si sostituisce la vecchia caldaia, non il fatto di sostituirla.

Bonus caldaia 2026: la regola in una riga

Dal 2025 la detrazione premia i generatori che usano energia rinnovabile o che la affiancano al gas. La spesa per una caldaia a gas installata da sola, come unico generatore, non rientra più fra quelle agevolabili; rientrano invece la pompa di calore, il sistema ibrido (caldaia a condensazione più pompa di calore gestite da una centralina unica) e i generatori a biomassa con i requisiti ambientali richiesti.

È una conseguenza diretta della direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici, che chiede agli Stati membri di smettere di incentivare i generatori alimentati esclusivamente da combustibili fossili. L'Italia l'ha recepita nella legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) e la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha confermato l'impianto anche per quest'anno. Se vuoi il quadro completo della direttiva, lo trovi nella nostra guida alla direttiva case green.

Cosa resta detraibile nel 2026

Le strade agevolate sono tre, tutte percorribili in una normale sostituzione dell'impianto in un appartamento o in una villetta:

  • Pompa di calore — aria-acqua, aria-aria o geotermica, in sostituzione totale del vecchio generatore. È la soluzione che il legislatore spinge di più ed è l'unica che accede a tutti gli incentivi disponibili contemporaneamente (uno alla volta, non cumulati sulla stessa spesa).
  • Sistema ibrido — caldaia a condensazione e pompa di calore vendute e installate come sistema unico, con logica di regolazione che sceglie il generatore più conveniente in base alla temperatura esterna. Qui la caldaia a gas c'è, ma l'intervento agevolato è l'ibrido nel suo insieme, non la caldaia.
  • Generatore a biomassa — caldaie a pellet o a legna con i requisiti di emissione previsti per l'accesso alle detrazioni, tipicamente le classi di qualità più alte della classificazione ambientale dei generatori.

Fuori dall'elenco resta la sola sostituzione «caldaia vecchia → caldaia a gas nuova», anche se il modello nuovo è a condensazione e in classe A. Tecnicamente resta un ottimo intervento — su questo la nostra scheda sulla caldaia a condensazione non è cambiata — ma il beneficio si gioca tutto sulla bolletta, non sulla dichiarazione dei redditi.

Aliquote, massimali e come si recupera

Per il 2026 l'articolo 1, comma 22 della legge n. 199/2025 ha prorogato le aliquote già in vigore nel 2025:

  • 50% della spesa se l'intervento riguarda l'abitazione principale, a condizione che chi detrae sia proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile e vi abbia la residenza anagrafica;
  • 36% della spesa su tutti gli altri immobili, comprese le seconde case;
  • tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare;
  • recupero in 10 quote annuali di pari importo, in detrazione dall'IRPEF.

Il meccanismo è quello ordinario della detrazione: si scala dall'imposta dovuta, un decimo all'anno. Serve quindi un'IRPEF capiente — su un intervento da 12.000 euro in abitazione principale la detrazione vale 6.000 euro, cioè 600 euro all'anno per dieci anni. Le aliquote e i massimali degli altri interventi di efficienza sono raccolti nella guida all'ecobonus 2026.

Conto Termico 3.0: l'alternativa a fondo perduto

Accanto alla detrazione c'è il Conto Termico 3.0, introdotto dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025) ed entrato in vigore il 25 dicembre 2025. È un contributo erogato in denaro dal GSE, non uno sconto fiscale: per i soggetti privati copre fino al 65% della spesa ammissibile.

Anche qui la logica è la stessa: incentiva le rinnovabili termiche — pompe di calore, solare termico, biomassa — e non le caldaie a gas. Il vantaggio rispetto alla detrazione è che i soldi arrivano sul conto in tempi brevi invece che in dieci anni, ed è la strada naturale per chi ha poca IRPEF da scalare. Lo svantaggio è che si passa da una procedura telematica sul portale del GSE, con requisiti tecnici da rispettare alla lettera. I dettagli sono nella nostra guida al Conto Termico 3.0.

Detrazione e Conto Termico non si cumulano sulla stessa spesa: si sceglie l'uno o l'altra, di solito confrontando quanto si recupera davvero e in quanto tempo.

L'IVA al 10% resta comunque

C'è un'agevolazione che sopravvive a prescindere dal generatore scelto, caldaia a gas compresa: l'IVA agevolata al 10% prevista dal DPR 633/1972 per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata. Su una sostituzione da 4.000 euro significa circa 480 euro in meno rispetto all'aliquota ordinaria del 22%, applicati direttamente in fattura dall'installatore. Va richiesta al momento del preventivo, non recuperata dopo.

Come ottenere la detrazione, passo per passo

  1. Verifica il titolo: devi essere proprietario, titolare di un diritto reale o detentore dell'immobile con il consenso del proprietario. Per il 50% serve la residenza anagrafica nell'unità interessata.
  2. Fatti fare il preventivo con la voce giusta: deve descrivere l'intervento agevolato (pompa di calore, sistema ibrido, generatore a biomassa) e riportare l'IVA al 10%.
  3. Paga con bonifico parlante: il bonifico dedicato alle detrazioni, con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA di chi riceve. È il passaggio che si sbaglia più spesso e senza il quale la detrazione non spetta.
  4. Trasmetti la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, quando l'intervento comporta risparmio energetico.
  5. Conserva tutto: fatture, bonifici, schede tecniche del generatore, asseverazione dove richiesta. Vanno tenuti fino alla scadenza dei termini di accertamento.

Quale soluzione conviene, in pratica

La scelta si gioca su come è fatto l'impianto che già hai. Se in casa ci sono termosifoni dimensionati per l'alta temperatura e l'involucro non è isolato, il sistema ibrido è spesso il compromesso più solido: la pompa di calore lavora nelle mezze stagioni, la caldaia interviene nei giorni più freddi, e l'intervento resta agevolato. Se invece hai un impianto a pavimento, radiatori sovradimensionati o un involucro già in buono stato, la pompa di calore da sola dà il risultato migliore — sul punto abbiamo una scheda dedicata alla pompa di calore con i termosifoni.

Il ragionamento economico completo, con i costi delle diverse soluzioni a confronto, è nella guida alla sostituzione della caldaia. Prima di scegliere, vale la pena sapere da che classe energetica parte la tua casa: puoi stimarla in pochi minuti con il calcolatore di EnergyClass e capire quanto margine di miglioramento hai davvero.

Häufig gestellte Fragen

Nel 2026 posso ancora detrarre la sostituzione di una caldaia a gas?

No, non come intervento a sé. La spesa per una caldaia alimentata solo a combustibili fossili è esclusa dalle detrazioni dal 2025, in recepimento della direttiva UE 2024/1275. Restano agevolabili la pompa di calore, il sistema ibrido caldaia a condensazione più pompa di calore e i generatori a biomassa con i requisiti ambientali richiesti. L'IVA agevolata al 10% prevista dal DPR 633/1972 si applica comunque anche alla caldaia a gas.

Quanto vale il bonus caldaia 2026?

Il 50% della spesa se l'intervento riguarda l'abitazione principale di chi detrae, il 36% sugli altri immobili, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in 10 quote annuali di pari importo. Le aliquote sono state prorogate per il 2026 dall'articolo 1, comma 22 della legge 30 dicembre 2025, n. 199.

Posso cumulare la detrazione con il Conto Termico 3.0?

No, non sulla stessa spesa: si sceglie l'una o l'altro. Il Conto Termico 3.0 (DM 7 agosto 2025, in vigore dal 25 dicembre 2025) copre fino al 65% della spesa ammissibile per i privati ed è erogato in denaro dal GSE, quindi conviene a chi ha poca IRPEF da scalare o vuole recuperare in tempi brevi invece che in dieci anni.

Serve la comunicazione all'ENEA?

Sì, quando l'intervento comporta risparmio energetico va trasmessa all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Serve inoltre il pagamento con bonifico parlante, con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA del beneficiario: senza di esso la detrazione non spetta.

Il sistema ibrido è davvero agevolato anche se contiene una caldaia a gas?

Sì. L'intervento agevolato è il sistema ibrido nel suo insieme, cioè caldaia a condensazione e pompa di calore vendute e installate come unità unica con una centralina che sceglie il generatore più conveniente. È la soluzione tipica per le case con termosifoni ad alta temperatura e involucro non isolato.

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