Quando si dice "pompa di calore" si parla in realtà di tre macchine diverse, che si distinguono per dove prendono il calore e dove lo consegnano. Il primo termine indica la sorgente, il secondo il fluido che scalda casa: una aria-acqua prende calore dall'aria esterna e scalda l'acqua dell'impianto, una aria-aria prende calore dall'aria e restituisce aria calda, una acqua-acqua attinge da falda o da un circuito interrato. A queste si aggiunge una quarta macchina, piccola e spesso la più conveniente da cui partire: lo scaldacqua in pompa di calore, dedicato solo all'acqua calda sanitaria.
Capire quale famiglia serve alla tua casa è la scelta che pesa di più sul risultato finale: decide quanto spendi, che lavori servono e quanto scende la bolletta.
Le tre famiglie a confronto
Tutte e tre sfruttano lo stesso principio — spostare calore da un ambiente freddo a uno caldo consumando elettricità solo per muoverlo — ma la sorgente cambia tutto. L'aria esterna è gratis e disponibile ovunque, però la sua temperatura scende proprio quando serve più calore. L'acqua di falda sta stabile intorno a 10-14 °C tutto l'anno, quindi rende di più, ma va raggiunta con dei pozzi.
| Tipo | Sorgente | Cosa scalda | Serve per |
|---|---|---|---|
| Aria-acqua | Aria esterna | Acqua dell'impianto | Riscaldamento, raffrescamento e acqua calda |
| Aria-aria | Aria esterna | Aria degli ambienti | Riscaldamento e climatizzazione, non l'acqua calda |
| Acqua-acqua | Acqua di falda o superficiale | Acqua dell'impianto | Riscaldamento e acqua calda, con la resa più alta |
| Scaldacqua in pompa di calore | Aria (ambiente o esterna) | Solo il bollitore sanitario | Sostituire lo scaldabagno elettrico o il boiler a gas |
Il numero che riassume la resa è il COP in una singola condizione e lo SCOP sull'intera stagione: un SCOP di 4 significa 4 kWh di calore per ogni kWh di elettricità consumato. Il metodo con cui questi valori vanno dichiarati è fissato dal Regolamento UE 813/2013 sulla progettazione ecocompatibile degli apparecchi di riscaldamento, che stabilisce anche l'efficienza stagionale minima per poter vendere la macchina nell'Unione europea. Trovi il funzionamento spiegato passo per passo nella guida su pompa di calore per la casa.
Pompa di calore aria-acqua: la soluzione più diffusa
È la macchina che sostituisce la caldaia mantenendo l'impianto idronico esistente: unità esterna, eventuale unità interna con bollitore, e la stessa acqua che gira nei termosifoni o nel pavimento radiante. Copre riscaldamento invernale, raffrescamento estivo (se reversibile) e produzione di acqua calda sanitaria con un'unica macchina.
Il suo rendimento dipende dal salto di temperatura fra l'aria esterna e l'acqua di mandata. Con terminali a bassa temperatura, tipicamente un riscaldamento a pavimento che lavora a 30-35 °C, la macchina resta nel suo campo migliore per quasi tutta la stagione. Con i radiatori tradizionali, che chiedono 55-65 °C, il salto si allarga e lo SCOP scende: resta una soluzione valida, a patto di lavorare sulla curva climatica e sui corpi scaldanti, come spiegato nell'articolo su pompa di calore con i termosifoni.
Due dettagli che fanno la differenza in fase di scelta:
- Inverter e modulazione: una macchina che modula fra il 20% e il 100% della potenza lavora quasi sempre in continuo, che è la condizione in cui rende di più.
- Refrigerante: il Regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati programma la riduzione progressiva degli HFC, e sta spostando il mercato verso il propano R290, che ha un potenziale di riscaldamento globale pari a 3 e raggiunge senza fatica mandate a 70 °C. Una macchina a R290 oggi è la scelta più a prova di futuro.
Pompa di calore aria-aria: il climatizzatore che scalda
La pompa di calore aria-aria è, tecnicamente, il climatizzatore split che moltissime case italiane hanno già. Prende calore dall'aria esterna e lo consegna direttamente come aria calda in ambiente, senza passare da un circuito idraulico.
I suoi punti di forza sono l'installazione leggera — niente lavori idraulici, niente bollitore — e la rapidità: un ambiente va in temperatura in pochi minuti. In compenso non produce acqua calda sanitaria, scalda solo le stanze in cui c'è una unità interna e distribuisce il calore in modo meno uniforme di un impianto ad acqua.
Ha senso in tre situazioni concrete: come riscaldamento principale in case piccole e ben isolate nelle zone climatiche più miti; come integrazione nelle mezze stagioni, quando accendere la caldaia per tutta la casa è sproporzionato; nelle seconde case, dove serve scaldare in fretta e solo per qualche giorno. Anche i multisplit e i sistemi VRF rientrano fra gli interventi incentivabili del Conto Termico 3.0.
Pompa di calore acqua-acqua: la resa più alta
La acqua-acqua preleva calore dall'acqua di falda, da un lago o da un fiume, oppure — nella variante geotermica — da sonde interrate. Il vantaggio è la stabilità della sorgente: sotto i pochi metri di profondità la temperatura resta intorno a 10-14 °C tutto l'anno, quindi il salto termico è piccolo e costante anche a gennaio. È la configurazione che raggiunge i COP più alti fra le pompe di calore e quella che soffre meno il freddo.
Il prezzo di questa efficienza è l'opera civile. Servono due pozzi, uno di presa e uno di resa, oppure un campo di sonde geotermiche, con la relativa autorizzazione al prelievo e alla restituzione dell'acqua, che in Italia è di competenza regionale o provinciale in attuazione del D.lgs. 152/2006 (Codice dell'ambiente). Va inoltre verificata in anticipo la portata e la qualità chimica della falda: sono i due parametri che decidono se l'impianto è fattibile.
La regola pratica: la acqua-acqua conviene su edifici grandi, con fabbisogno alto e continuo, dove il maggior costo iniziale viene ripagato dal risparmio annuo, e dove c'è spazio esterno per perforare. Su un appartamento è quasi sempre l'aria-acqua a vincere.
Pompa di calore per l'acqua calda sanitaria
Lo scaldacqua in pompa di calore è un bollitore, tipicamente da 80 a 300 litri, con sopra una piccola pompa di calore che prende calore dall'aria del locale o dall'esterno. Sostituisce lo scaldabagno elettrico a resistenza consumando una frazione dell'energia, perché la resistenza restituisce 1 kWh di calore per ogni kWh assorbito mentre la pompa di calore ne restituisce tre o più.
Il conto è semplice da fare in casa. Il fabbisogno convenzionale di acqua calda sanitaria si calcola secondo la UNI/TS 11300-2 in funzione della superficie dell'alloggio; per una famiglia di quattro persone si ottiene un ordine di grandezza di circa 1.800 kWh termici l'anno. Con uno scaldabagno elettrico servono quindi circa 1.800 kWh di elettricità; con uno scaldacqua in pompa di calore con COP 3 ne servono circa 600. La differenza, ai prezzi dell'energia elettrica per il cliente domestico aggiornati trimestralmente da ARERA, vale intorno ai 300 euro l'anno.
Le prestazioni dichiarate vanno lette sull'etichetta energetica prevista dal Regolamento UE 812/2013, che classifica gli scaldacqua per profilo di carico (M, L, XL): confronta due macchine solo se hanno lo stesso profilo, altrimenti stai confrontando servizi diversi. E se hai un impianto fotovoltaico, il bollitore è il modo più semplice per usare il surplus di mezzogiorno: si programma il riscaldamento dell'acqua nelle ore di sole e l'autoconsumo sale senza comprare una batteria. Su questo confronto è utile l'articolo sulle batterie di accumulo per fotovoltaico.
Prezzi: cosa comprende un preventivo
I prezzi cambiano molto con la potenza, la marca e soprattutto con i lavori di contorno. Le fasce che si incontrano sul mercato italiano nel 2026, per impianti chiavi in mano e IVA inclusa, sono indicativamente queste:
- Aria-acqua monoblocco o split, 8-12 kW: dai 9.000 ai 16.000 euro installata, bollitore sanitario compreso.
- Aria-aria: da circa 1.000-1.500 euro per un monosplit installato, fino a 4.000-7.000 euro per un multisplit che copre l'intera abitazione.
- Acqua-acqua o geotermica: dai 18.000 ai 35.000 euro, perché ai costi della macchina si sommano perforazioni, pompa di pozzo e pratiche autorizzative.
- Scaldacqua in pompa di calore da 200 litri: dai 1.200 ai 2.500 euro installato.
Sull'impianto di riscaldamento si applica l'IVA agevolata al 10% quando l'intervento rientra nella manutenzione straordinaria di un edificio residenziale, ai sensi della Tabella A, parte III, del DPR 633/1972. Per la scomposizione voce per voce di un preventivo c'è la guida dedicata ai prezzi della pompa di calore nel 2026.
Incentivi disponibili nel 2026
Due strade, alternative fra loro: non si può cumulare la detrazione fiscale con il contributo del GSE sullo stesso intervento.
Detrazione fiscale. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) conferma per l'anno in corso l'aliquota del 50% sull'abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in dieci quote annuali. Dal 2027 le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%, quindi chi ha già deciso l'intervento ha una ragione concreta per chiuderlo entro dicembre. Il pagamento deve avvenire con bonifico parlante. Il quadro completo è nell'articolo su bonus ristrutturazione 2026.
Conto Termico 3.0. Il DM 7 agosto 2025 ha rinnovato il meccanismo gestito dal GSE: per i soggetti privati il contributo copre fino al 65% della spesa ammissibile ed è calcolato con le formule parametriche dell'Allegato II, che tengono conto di potenza, efficienza della macchina, zona climatica e superficie servita. Il vantaggio rispetto alla detrazione è la liquidità — è un bonifico del GSE, non uno sconto d'imposta spalmato su dieci anni — e la possibilità di accedervi anche senza capienza fiscale. Dettagli e requisiti nell'articolo sul Conto Termico 3.0.
Come scegliere, in cinque domande
- Ti serve anche l'acqua calda sanitaria? Se sì, l'aria-aria da sola non basta: servono una aria-acqua o uno scaldacqua dedicato.
- Che terminali hai? Pavimento radiante o ventilconvettori portano l'aria-acqua nel suo campo migliore. Con i radiatori si lavora sulla temperatura di mandata e, dove serve, si sostituiscono i corpi scaldanti delle stanze più fredde.
- Quanto è isolato l'involucro? Una pompa di calore rende in proporzione alla qualità dell'involucro. Se la casa disperde, cappotto termico e infissi vengono prima della macchina, e insieme fanno salire la classe energetica.
- Hai spazio esterno e una falda accessibile? È l'unica condizione che apre davvero la porta alla acqua-acqua.
- Hai o prevedi il fotovoltaico? L'abbinata con l'impianto fotovoltaico è ciò che porta il costo di esercizio ai minimi: vedi la guida al fotovoltaico per la casa.
Il passaggio che nessun catalogo può sostituire resta il calcolo del carico termico dell'edificio, che è ciò che dimensiona correttamente la macchina. Una diagnosi energetica prima del preventivo evita sia il sovradimensionamento, che fa lavorare la pompa a singhiozzo, sia il sottodimensionamento, che costringe la resistenza elettrica di integrazione a entrare in funzione nelle giornate fredde.